buchi neri e fine del mondo in laboratorio

Gli esperimenti con il LHC hanno fatto discutere perché potrebbero generare un buco nero in grado di inghiottire il nostro pianeta in un tempo brevissimo. La probabilità che succeda è bassissima ma se volete rimanere aggiornati controllate qui.

Se poi volete saperne di più, Marco ha pubblicato un video simpatico.

Grazie ad Andrea Rodriguez :-)


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[...] Qui ci sono ben due webcam da cui osservare in diretta gli esperimenti sul LHC. [...]


Comments

Se la collisione di particelle pesanti (adroni) a Ginevra potesse distruggere l’universo, questo sarebbe già distrutto da un pezzo.
Infatti, sono stati eseguiti esperimenti sui raggi cosmici che colpiscono l’atmosfera da cui è stata dedotta la distribuzione dell’energia delle particelle.
Il metodo è stato quello di registrare quante particelle di più bassa energia comparivano contemporanamente su molti sensori sparsi sul terreno.
La contemporaneità viene interpretata come unica sorgente.
Nella zona delle più alte energie dello spettro, quelle di 10exp20 elettroni-volt sono dell’ordine del milione all’anno, quelle di 10exp21 del migliaio. e qualche particella all’anno raggiunge 10exp22 elettroni-volt che corrispondono a circa 10exp3 coulomb-volt, ovvero una mazzata un po’ forte.
Non è certo che ci sia stato un 10exp23 elettroni-volt .
Non è mai capitato che un protone cosmico abbia energia infinita e neppure tanta da spaccare in due la luna, mentre è piena di polvere per le mazzate che prende.
Un numero tra 22 e 23 è quindi l’esponente dell’energia associata alla frequenza massima che quindi deve attestarsi tra 10exp36 e 10exp37 Hz.
Ho tratto di qui la stima della distanza tra gli zeri disposti sull’asse reale del tempo in cui esistono soluzioni per l’equazione integrale di Fredholm di cui abbiamo parlato.

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