della leggerezza
Il peso del vivere per Kundera sta in ogni forma di costrizione: la fitta rete di costrizioni pubbliche e private che finisce per avvolgere ogni esistenza con nodi sempre più stretti. Il suo romanzo ci dimostra come nella vita tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. Forse solo la vivacità e la mobilità dell’intelligenza sfuggono a questa condanna: le qualità con cui è scritto il romanzo, che appartengono a un altro universo da quello del vivere.
Nei momenti in cui il regno dell’umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio. Non sto parlando di fughe nel sogno o nell’irrazionale. Voglio dire che devo cambiare il mio approccio, devo guardare il mondo con un’altra ottica, un’altra logica, altri metodi di conoscenza e di verifica. Le immagini di leggerezza che io cerco non devono lasciarsi dissolvere come sogni dalla realtà del presente e del futuro…
estratto da Leggerezza, da Lezioni americane, di Italo Calvino
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“.. il disfarmi della valigia doveve essere la prima condizione per ristabilire la condizione di prima che succedesse tutto quello che è successo in seguito.
Questo intendo quando dico che vorrei risalire il corso del tempo: vorrei cancellare le conseguenze di certi avvenimenti e restaurare una condizione iniziale.
Ma ogni momento della mia vita porta con sè un’accumulazione di fatti nuovi, porta con sè le conseguenze, cosicchè più cerco di tornare al momento zero da cui sono partito, più me ne allontano…”
“se una notte d’inverno un viaggiatore”
Italo Calvino
queste parole x me dicono tantissimo, parlano di me.. ho solo voluto condividere con voi anche perchè mi sono state dedicate da una persona speciale..