una vecchia mail
Fermati, leggi, ti servono due minuti…tre al massimo!
Dopo aver rinvenuto il diario del Kosovo, sono andato a spulciare nell’archivio della mailing list del gruppo e ho trovato un messaggio che avevo scritto dopo l’ultima volta che ho lavorato al salone nautico.
Non ne potevo più di vedere gente sfruttata e umiliata.
La mail si intitolava “Riflessioni Genuensi” e l’avevo spedita alle 4 del mattino del 5 ottobre 2003.
Ciao amici, preziosi compagni.
Mi avete dato una fiducia enorme e immeritata anche senza
conoscermi, datemene un altro po’ adesso, e lasciatevi raccontare
la mia giornata.Ho lavorato al Salone Nautico a Genova, niente di cui sentirsi
fieri, ho solo assistito un cameraman. Abbiamo lavorato tanto,
sotto lo scirocco, ma il ritmo è stato tranquillo e ho avuto
tempo per pensare.C’era un delirio di gente per tutti i gusti, ed io ho avuto un
osservatorio privilegiato. C’era anche tanto nervosismo: qualcuno
si è arrabbiato, ha perso il controllo e s’è comportato in
maniera sconveniente…per cosa?Ho visto un uomo commuoversi e sentirsi male mentre fotografava
il suo mega yacht, appena comprato.Ho visto ricchi padroni dare ordini distratti a qualche
subalterno e poi voltare le spalle alle sue domande. Forse
dedicare troppe attenzioni ai dipendenti avrebbe sbiadito il bel
colore dei loro occhi, così impegnati a conquistare le standiste.Mi ha commosso un uomo umile, troppo disarmato per capire come
ottenere uno sconto - che gli spettava - e capire in quel momento
che il sabato di lavoro non gli avrebbe fruttato quanto sperava.Ho visto metri diversi per giudicare il successo.
La sera eravamo allo yacht club italiano, ambiente decisamente
in, frequentato da grandi pezzenti ma anche da qualche illuminato
che, vi confesso, mi ha affascinato.Più tardi ero sul terrazzo. Aspettavo, in mezzo alla sciroccata
impietosa e puzzolente, che la conferenza finisse. Meditavo che
nessuno merita di essere umiliato, tanto meno sul lavoro. E anche
se di lì a poco il problema non mi avrebbe più toccato, ho avuto
un’ennesima conferma che uno può avere il portafoglio e i conti
in banca ben pieni, una barca di 36 metri, una corte di ruffiani
al seguito, e un potere costruito su un esercito di deboli, ma se
non conosce la dignità non rimane che un pezzente.
Riuscire a cogliere la bellezza che c’è in ogni persona potrebbe
renderci davvero ricchi.Ogni giorno maltratto o snobbo qualcuno, e non lo merita. Non so
cosa mi riserverà la mia vita, anzi adesso sono proprio confuso,
ma forse mi sono indurito troppo perchè qualcuno si permetta di
prendermi ancora a pesci in faccia sul lavoro e così, nell’attesa
che altri miei fratelli sfruttati e maltrattati alzino la testa,
credo che andrà solo bene se dedicherò un po’ di attenzione a chi
me la chiede.Buonanotte amici miei, passate una buona domenica.
Cri.
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