cambiare punto di vista?

Sulle prime, quando sento la necessità di cambiare punto di vista - e a volte diventa un bisogno impellente - mi scoraggio un po’, mi sembra sempre un’impresa difficile, soprattutto se riguarda le mie convinzioni, e impiego una vita a decidermi. Poi però mi ricordo degli strumenti che negli anni ho accumulato e vado in soffitta a recuperarli: funzionano sempre, basta dar loro una spolverata.

Nella mia cassetta degli attrezzi ci sono:

E nella vostra cassetta che attrezzi ci sono?


Ti è piaciuto questo articolo? Perché non lasci un commento sotto e continui la conversazione, o ti iscrivi al mio feed così gli articoli come questo saranno consegnati direttamente al tuo lettore di feed. Se non hai un lettore di feed puoi sempre ricevere gli articoli via email. clicca qui per iscriverti.

Trackbacks & Pingbacks

No trackbacks/pingbacks yet.

Comments

….praticamente gli stessi attrezzi!Per me il cambio di contesto significa immedesimarmi nelle altrui realtà cercando di capire quali potrebbero essere le mie reazioni in quelle particolari condizioni.
Per me la conquista è stata capire che cambiare opinione non significa necessariamente essere una voltaggabbana.

…sai che condivido sempre questo “punto di vista”!
Infondo se lo scultore plasma a trecentossessanta gradi, perchè mai noi dovremmo guardare una statua da un’unica prospettiva? Secondo me il trucco è non dare nulla per scontato. Da qualche parte qualcuno ha detto che spesso dove i bruchi vedono la fine del mondo, qualcuno vede una farfalla…

Dunque
un cacciavite a punta intercambiabile
punte varie.
due cacciaviti a testa piccola ma con collo lungo, croce e piatto
pinze

ma forse non ho capito la domanda…. ;)

se ci pensi bene, ti accorgerai che qui, una volta, era tutta campagna, ma da quando non esistono più le mezze stagioni non si può più lasciare la porta aperta, la sera.
certo, ha le capacità, ma non si applica: lasciando un guscio d’uovo a mollo nella coca cola per mezz’ora non ci rimane niente.
con questo tempo, uno non sa più come vestirsi: in fin dei conti è tutta colpa del buco nell’ozono! anche i cibi una volta erano più sani, perché la digestione comincia in bocca.
quando si ha sete non c’è niente di meglio di un bel bicchiere d’acqua, chè non è tanto il caldo, ma l’umidità.
e non è il freddo, ma l’umido.
quest’estate, comunque, sarà la più calda del secolo scorso.

Lascia un commento

A capo e separazione tra i paragrafi automatici, l’indirizzo e-mail non è mai mostrato, codice HTML consentito: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>



I link nei commenti potrebbero essere liberi dal nofollow.